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| UN MONDO NUOVO Recensioni |
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| Libro: UN MONDO NUOVO |

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| Da: Mauro Daltin |
| Data: Wednesday 04 July, 2007 |
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| Recensione: |
Recensione apparsa su "Il Gazzettino"
di Angela Felice
Letizia Puicher, autrice della raccolta di 17 liriche “Un mondo nuovo” (ed. Kappavu), arricchisce di una nuova voce il panorama già fertile della poesia regionale. Fatto rimarchevole, anche perché la sua è una parola anomala, a suo modo estranea alle tendenze correnti. Una parola che rifugge dall’espansione sentimentale o da sofisticati rovelli formali e opta invece per la chiarezza asciutta del verso e la denuncia di fatti storici di ingiustizia e dolore, senza veli, con indignazione esplicita e patita –si direbbe- con personale coscienza civile ferita. Per questa poesia essenziale e sobria, in cui urgono le cose da dire prima che i modi in cui farlo, non potrebbe essere diversamente, se l’ispirazione si origina dallo sguardo desolato sui terribili soprusi di cui l’uomo si macchia nei confronti del proprio simile, ieri, oggi, sicuramente anche domani, in una via crucis ininterrotta di guerre, genocidi, Lager, carceri, odi, miserie, strazi collettivi che pervertono il cuore, stravolgono il mondo in un lugubre scenario “sbagliato” e “violato” e paiono vanificare ogni ipotesi di speranza.
Ma poesia non sarebbe se non svelasse anche un suo lievito profondo e sotterraneo, celato dietro la volontà dell’urgenza impegnata a farsi carico del male storico degli uomini. In filigrana scorre così, sotto la superficie di questa appassionata parola-testimonianza, il segreto viaggio mentale di chi autoanalizza con discrezione pudica anche il disincanto o il fallimento di sé e della propria generazione, un tempo generosamente esaltata da sogni ideologici di riscatto collettivo e oggi svuotata dal sentimento dell’impotente estraneità e disorientata nel silenzio. E’ qui, nel cuore di un bilancio anche personalmente lacerato, la matrice di una sensibilità che, oggi disillusa, recupera una sorta di saggezza finale e si avvia a riconoscere almeno la verità del proprio essere vivente. Allora, forse, come al termine di un viaggio interiore, si può risorgere in autenticità ritrovata di sé con gli altri, parti di una comune fratellanza umana, e riprogettare il “mondo nuovo” (non a caso, titolo dell’ultimo testo) in cui finalmente si possa “insieme/agganciare la vita”.
Angela Felice
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Votazione: [5 di 5 Stelle!!] |
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